HELMUT NEWTON A VENEZIA. Un’icona al servizio della moda

C’è già grande attesa per una delle mostre fotografiche più importanti dell’anno: Helmut Newton. Fotografie, dal 7 aprile al 7 agosto 2016 a Venezia, nella Casa dei Tre Oci. La mostra presenta oltre 200 immagini di Helmut Newton, uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento. E’ una selezione di immagini operata dall’artista stesso, tratte da tre diverse raccolte: White Women (1976), Sleepless Nights (1978) e Big Nudes (1981), i primi tre libri di Newton che testimoniano l’evoluzione cronologica, espressiva ed evolutiva dello stile, della forma e della sua estetica; volumi considerati leggendari e curati dall’artista stesso.

 

Gli scatti su commissione per Vogue, Marie Claire, Elle, Playboy, Vanity Fair e GQ ed esibiti in giro per il mondo a New York, Parigi, Londra, Houston, Mosca, Tokio, Praga e Venezia si alternano a quelli che Newton realizzava per sé, e in cui il set diventava il suo luogo di sperimentazione.

Newton è stato il primo a introdurre il nudo e l’erotismo nella fotografia di moda, una rivoluzione (e una provocazione) seguita poi da numerosi fotografi. La sua opera ha sdoganato il corpo femminile come strumento di potere, divenendo il simbolo di un immaginario estetico contemporaneo, di un’epoca nuova, post-rivoluzione sessuale: il corpo-oggetto, il corpo-strumento, il corpo-soggetto (consapevole) della propria  autodeterminazione. 

Le visioni dei primi nudi di  Newton trovano origine nella storia dell’arte, in particolare nella Maya desnuda e nella Maya vestida di Goya, mentre i suoi ‘Big Nudes’ inaugurano una nuova dimensione della fotografia umana: quella delle gigantografie che, da questo momento, entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. E se è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, dietro un’icona della fashion photography c’è una grande attrice e fotografa, June Newton.  Vedova del fotografo, June gli è stata accanto per oltre 50 anni, ed è stata lei, oggi ultra novantenne, a volere fortemente questa mostra. Un sodalizio artistico, e d’amore, che va oltre i limiti del tempo.

 

 

Piera Boccacciaro
Cosa conosciamo? Cioè cosa siamo sicuri di conoscere, o sicuri che conosciamo di aver conosciuto, se pure è conoscibile? Mio Dio, è già così difficile non perdersi a Chinatown...

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