APPARAT TORNA A NAPOLI. Il producer tedesco col suo Soundtrack Live Tour al Teatro Bellini

Era già passato dalle parti di Partenope almeno una volta il musicista elettronico Sacha Ring, aka Apparat, il quale è atteso, col suo Soundtrack Live Tour, il prossimo 1 ottobre al Teatro Bellini di via Conte di Ruvo. Era il 2007, Ring aveva appena messo in piedi una formazione semiacustica, con Raz Ohara al piano e Jörg Waehner alla batteria, per suonare il suo album Walls, e aveva appena dato inizio al sodalizio performativo con Transforma Visuals, il gruppo di artisti che da allora firmano le creazioni visive ad accogliere gli ambienti sonori del compositore berlinese. Fu il Duel Beat di Agnano ad ospitare, quasi otto anni fa, il set di Apparat, e ne sarebbe passata, da allora, di acqua sotto i ponti della carriera di Ring: l’omonimo album con Modeselektor, come Moderat, un Qwartz Dancefloor, il music award europeo per l’elettronica, nel 2009, la firma con Mute Records, nel 2011, e la release dell’album The Devil’s Walk, ispirato nientemeno che dalla poesia romantica inglese di Shelley. I suoi brani cominciano ad essere utilizzati come colonne sonore: prima la pellicola francese Rust and Bone, the trailer of Prisoners del 2013, poi Breaking Bad, Skins, il documentario sullo snowboard The Art of Flight.

Apparat

Nel frattempo, la seduzione del disegno sonoro aveva la meglio sulla creazione del beat, Sacha si ritrova a confrontarsi col mondo delle colonne sonore: è del 2013 il tour, sempre coi visual di Transforma, dal titolo “Krieg and Frieden”, Guerra e Pace, dall’omonima partitura di Tolstoij, per un allestimento della quale Ring aveva scritto i suoni. E infine il link con Napoli, quella colonna sonora originale del Giovane favoloso, disegnata, col regista Mario Martone, sulle curve del capolavoro del regista napoletano, che racconta la vita di Giacomo Leopardi, incredibilmente interpretato da Elio Germano. È un paradigma della musica di Apparat il lavoro per Martone, che ascolteremo ancora in Soundtrack Live il prossimo 1 ottobre al Bellini di Napoli: una contaminazione continua e raffinata entro la quale, accanto agli ambienti sonori totalmente originali stanno i sottili innesti come quello al Traumerei di Schumann, dai Kinderszenen del 1838, a cui Ring aggiunge echi inediti e quasi impercettibili, mentre Germano dice, nella pellicola del 2014, il celebre dodicesimo canto leopardiano de L’Infinito. Tra Berio, Steve Reich e i Radiohead sta questo delicato “mastro di chiavi” che, con la sua elettronica emozionale e lo sci-fi soul  promette di incantare la sala del Bellini. Ne sentiremo, e vedremo, delle belle.

L’EVENTO. Organizzato da DROP, Teatro Bellini, Village Blues // https://www.facebook.com/events/491089514382376/

 

 

 

Rosa Criscitiello
Uno spettacolo si può preparare in un mese. Improvvisare, invece, richiede una vita. (Pino Caruso, Ho dei pensieri che non condivido, 2009).

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