POLIZIOTTI FIGHI, ANZI ROCK. Ce li racconta un romanzo-verità di Maurizio Masciopinto

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Uno la vita da poliziotto se la immagina un po’ truce, a tratti cruenta, sicuramente violenta e senz’altro affascinante. Tutto, o quasi. Ma rock proprio no. Invece un questore dall’occhio furbetto e il sorriso intrigante, ci dice che le cose stanno diversamente, e pure assai. Ci racconta, in un libro veloce e scritto bene, che quella dello sbirro è una quotidianità fatta di attese e di dedizione, con una vocazione sociale che può essere più forte della missione di un prete. Allo stesso tempo, però, sorprende e fa divertire, perché il contatto con la varia umanità ai margini del lecito e del “normale” porta a guardare alle cose in maniera diversa, cogliendone gli aspetti più insoliti. Ce lo racconta  Maurizio Masciopinto nel suo Portati ‘o pigiama. Perché i poliziotti sono rock (Rogiosi editore, pagg. 215, euro 14,16), con la prefazione di Roberto D’Agostino e la dedica ad Antonio Manganelli, l’ex Capo della Polizia scomparso il 20 marzo 2013, che è anche una sorta di co-protagonista sullo sfondo del racconto. L’autore, questore e direttore dell’Ufficio Studi e Programmi presso la Direzione Centrale Istituti di istruzione della Polizia di Stato, ci consegna la storia – a metà tra cronaca e romanzo, raccontata in prima persona – di un poliziotto di strada, con tanti episodi di vita sul campo. Il titolo fa riferimento all’espressione gentile con cui si avvisava un arrestato che non sarebbe tornato a casa a dormire, per quella e chissà quante altre sere. Il libro, con realismo e ironia, offre uno spaccato di vita nella Napoli degli anni bui della criminalità ma riabilita anche la polizia, emancipandola da cliché e stereotipi e per darci, per una volta, il punto di vista – vero – di chi fa un lavoro difficile, al servizio degli altri e dello Stato. E lo fa tra una pluralità di personaggi strambi e assurdi, che vale la pena conoscere, insieme a quei poliziotti che in fondo sono fighi, o, come direbbe Celentano, semplicemente “rock”.

Ida Palisi

Ida Palisi
I was in the middle when I knew I had begun.

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