TABU’ DI CHIARA TORTORELLI. Romanzo o raccolta di racconti?

copertina-tabu-jpeg

Come finire letteralmente “dentro” un libro. C’ ha pensato Chiara Tortorelli, scrittrice napoletana, con il suo “Tabù” (edizioni Homo Scrivens).

Un romanzo o una raccolta di racconti? “Questo è il dilemma”, scrisse il Bardo.

“Riposavo in poltrona come sempre mi capita di domenica pomeriggio, con un libro in mano. D’un tratto… Sbrang. Tabù appunto! Colpito. Caduto. Riverso. Ferito. Il libro ha travolto come una giravolta il mio occhio destro. E io sono finito nella copertina! Esattamente a pag. 1 Fuso col libro… Fatemi uscire! Cos’è questo un nuovo esperimento letterario? Aiutoooo…”.

Il lettore cade dunque nel libro e comincia un’avventura che lo porterà ad essere il vero protagonista. L’autrice, infatti, non lo abbandona mai, anzi lo vuole sveglio, pimpante. Lo osserva, lo istiga e l’inganna. L’operazione meta-letteraria della Tortorelli è molto interessante. Si potrebbe, scomodando Luigi Pirandello, parlare di “letteratura nella letteratura” ma tutto ciò rischierebbe di esser troppo complicato.

Divertente, ma anche profondo, indagatore, “Tabù” ospita ben 19 racconti dove l’animo umano viene fuori prepotentemente. Da “Addio Lolita” a “Bucolico Carnage”, da “Brodo primordiale” a “Frullatempo”, la penna della Tortorelli dipinge storie ma non tratteggia semplicemente, riesce sempre a cogliere l’emozione dietro il personaggio riuscendo ad unire sensazioni, stati d’animo. Dunque, l’interrogativo resta insoluto: un romanzo o una raccolta di racconti? Al lettore l’ardua sentenza.

Enrica Buongiorno

Enrica Buongiorno
Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!

Articoli Correlati