STREGATI DALLA NOSTRA VOCE. Scegliamo gli amici in base alla somiglianza del tono vocale

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Nulla è più dolce della nostra voce. Tanto che il colpo di fulmine che ci porta a scegliere un amico potrebbe essere guidato dall’attrazione per suoni simili ai nostri. Un team di scienziati canadesi aggiunge un nuovo studio al filone di ricerca dedicato alle voci. Nella puntata precedente gli esperti avevano rilevato che la melodia delle parole pronunciate da donne minute e da uomini più grandi di stazza esercita un forte appeal. Ora il team individua altri segnali acustici in grado di attrarre. Per i ricercatori basta guardare alla scelta delle persone di cui ognuno si circonda: il migliore amico, sottolineano, parla spessissimo in modo simile al nostro. La ricerca, firmata da un gruppo dell’University of British Columbia, si è guadagnata le pagine di Plos One. Noi, suggeriscono gli autori, preferiamo voci simili alle nostre, perché trasmettono un senso calmante di comunità e appartenenza sociale. «La voce – spiega Molly Babel, professoressa del Dipartimento di linguistica – è uno strumento incredibilmente flessibile che usiamo per costruire la nostra identità». Per la scienziata «ci deve essere qualcos’altro che guida le nostre preferenze. Qualcosa di più della forma e delle dimensioni fisiche di una persona». Anche perché «poche cose nelle nostre voci sono immutabili». Secondo quanto emerso dal nuovo studio i suoni familiari catturano, tanto che Babel parla di «travolgente fascino dei propri dialetti regionali». La ricerca «rileva differenze di genere fondamentali» e, precisano gli autori, non smentisce i risultati precedenti visto che emerge anche in questo caso una forte preferenza per gli uomini che parlano con una lunghezza media di parola più corta, tipica delle voci maschili più grandi.

Valerio Esca

Valerio Esca
Non credo in una vita ultraterrena; comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio. (Woody Allen)

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