PICCOLE STAR E ASPIRANTI VELINE. L’Italia del lato B nel romanzo di Candida Morvillo

copertina Morivllo

Astrid un tempo si chiamava Carmela e viveva in un paesino della Calabria, con i sogni soffocati dalle lacrime in camera da letto. Oggi, a 25 anni, è la stella della tivù del pomeriggio, fidanzata con l’aristocratico Giangi e con qualche tremenda preoccupazione che le frulla per la testa: vestirsi quanto più simile possibile a Charlotte di Monaco, condurre il programma del sabato sera, sposare il suo nobilissimo ed elegantissimo ragazzo. Attorno a lei, un mondo di piccole star in carriera, che si contendono attenzioni e favori di politici potenti, considerandoli, a ragion veduta, il loro lasciapassare per il successo. È un mondo fatuo, desolante e squallido, quello che la giornalista Candida Morvillo traspone in narrativa, con il suo romanzo  Le stelle non sono lontane (Bompiani, pagg. 301, euro 17,50). Un libro che l’autrice scrive dal suo osservatorio privilegiato, di esperta di costume e società, direttore per alcuni anni di «Novella 2000». Con la storia di Astrid e le altre – la principessina Beatrice, la straniera Florinda, la tardona Gloria, l’arrivista Nancy – la Morvillo ci consegna il ritratto dell’Italia delle veline, delle varie Canalis, Gregoraci e Belen, che si accompagnano a uomini potenti, spesso più anziani, equivoci, sessualmente indefiniti. E ci descrive, senza mai dirlo esplicitamente, il club dei festini ad Arcore, anche qui con un “presidente” che muove le fila della tivù pubblica con la stessa scioltezza con cui decide le sorti del Paese.

Ma il romanzo non è un resoconto di cronaca, quando piuttosto la narrazione di pensieri e aspirazioni di una ragazza più bellina delle altre, dotata di passione, determinazione e spregiudicatezza tali da puntare molto in alto, come una Cenerentola moderna senza fatina, che si sceglie a tavolino il suo principe azzurro (e passi se lui non la guarda nemmeno) e si fa strada nella vita a forza di sorrisi e pizzicotti sul lato B.

 

Ida Palisi

Ida Palisi
I was in the middle when I knew I had begun.