BENITEZ SI RIPRENDE IL NAPOLI. Ricomincia la corsa dopo Torino

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La strigliata di Benitez, quel faccia a faccia nello stadio di Torino dopo la sconfitta con la Juventus, che effetto avrà avuto sui giocatori del Napoli. La settimana di stop per le partite delle nazionali ha portato gli azzurri in giro per il mondo. Christian Maggio e Lorenzo Insigne saranno stasera in campo a Londra per l’amichevole tra Italia e Nigeria. Mertens (Belgio), Armero (Colombia), Abliol (Spagna), Reina (Spagna) e Radosevic (Croazia) saranno invece impegnati domani con le loro Nazionali. Higuain e Fernandez sono negli States agli ordini del commissario tecnico e guardati da molto vicino dalla loro ombra partenopea, Luigi Liberti. Rientro anticipato per Marek Hamsik che non gioca l’amichevole con la sua nazionale contro Gibilterra e si aggregherà da oggi al gruppo che prepara la sfida di sabato al “San Paolo” contro il Parma. A sgobbare a Castel Volturno il resto della truppa con capitan Cannavaro in testa al gruppo. Ma cosa ha chiesto Benitez ai suoi giocatori e cosa gli ha rimproverato? Di sicuro  ha provato a convincerli che quella sconfitta non l’hanno meritata eppure fa parte del calcio, delle cose possibili e delle variabili di un campionato. Ma allo stesso tempo si è fatto sentire perché a lui perdere a Torino in quel modo non è andata proprio giù. Ma l’esercizio di equilibrismo psicologico più complicato, l’esperto allenatore spagnolo, deve farlo con due suoi giocatori fondamentali: Hamsik e Insigne. Due talenti, due che c’erano anche con Mazzarri e che ultimamente per motivi diversi non stanno dando il massimo. E ha chiesto ai suoi connazionali, Reina in testa, di serrare le fila. Vuole un gruppo unito, dove nonostante la multietnia e il variegato mondo dal quale provengono i giocatori, si riesca a parlare una sola lingua. E si giochi per un solo obiettivo: tutti per uno e uno per tutti. Come i moschettieri di Dumas, un romanzo meraviglioso, lo stesso che il Napoli ha la possibilità di scrivere quest’anno in campionato e in Champions.

Pier Paolo Petino

Pier Paolo Petino
Mi emoziona l'impresa sportiva, l'uomo che supera i propri limiti e vince. Lo sport come metafora della vita, raccontarlo è la mia passione.

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