ALCAZAR. ULTIMO SPETTACOLO. Il 1939 tra realtà e finzione

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

L’ Alcazar di Marsiglia oggi è una biblioteca, ma c’è stato un tempo in cui era un famoso teatro. È qui che si esibiva Silvana Landi, nome d’arte di Silvana D’Agostino, l’unica trasformista nota al mondo, capace di trasformarsi in Garibaldi nel giro di un attimo. La ricorda la giornalista e scrittrice Stefania Nardini nel libro Alcazar. Ultimo spettacolo (Edizioni e/o, pagg. 256, euro 18,50), rivelandoci poi di essere sua figlia. Una storia sospesa tra realtà e finzione, ambientata nel 1939, in cui le vicende di teatro si intersecano con quelle dell’Italia di Mussolini alleato di Hitler, dove la vita è diventata difficile non solo per gli ebrei, ma anche per gli omosessuali. È per questo che la Landi, capocomico di una compagnia teatrale, decide di trasferire tutti a Marsiglia, per salvare il suo unico vero amico: Gino Santoni, in arte Cordera,  che ha attirato le attenzioni di un gerarca che lo ammira nello spettacolo “Pioggia di stelle” e lo crede donna. In una notte la compagnia si imbarca dal porto di Napoli, alla volta della città francese dove moltissimi italiani cercavano rifugio. Il romanzo è pieno di atmosfere e di personaggi d’altri tempi, dalle ballerine alle spie, e la scrittura è concisa, quasi da copione, corta come il respiro di una trama da noir, con ambientazione storica. È bella, questa storia di ambiguità di sessi e di valori, dove anche la mafia sembra buona perché si oppone al regime, e dove la felicità ha un costo, allora come ora.

Ida Palisi

Ida Palisi
I was in the middle when I knew I had begun.