“OKKUPAZIONI” DI NATALE. La lotta è dura… meglio legarla alle feste

Posted On 02 dic 2013
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Okkupa

Un vecchio proverbio recita «paese che vai, usanze che trovi». Saggezza popolare che in Italia, per quel che riguarda la scuola, sembra essersi tradotto nell’abitudine prefestiva di occupare. Anzi, pardon, “okkupare” visto che la doppia “k” è più cool. Così, da Nord a Sud, uno dei pochi casi nei quali il nostro Paese sembra non essere diviso, si trovano licei chiusi con striscioni appesi alle finestre. E giù con le solite moine della «lotta dura, senza paura» e del «poliziotto fascio» che a furia di essere ripetute son venute ormai a noia. intendiamoci, lottare per una scuola migliore, di qualità, va bene. Quello che non va bene, non più, è il tentativo di celare la voglia di far nulla sotto l’ombrello della protesta studentesca. E’ giusto bloccare la normale attività didattica ogni anno a ridosso del Natale? Non sarà invece il pretesto per allungare le vacanze? Del resto la lotta si può portare avanti in tanti modi, no? Sarà che con l’età siamo diventati bigotti, ma tutto questo fervore non riusciamo proprio più a capirlo; soprattutto se espresso da ragazzini che a stento riescono a mettere due parole in croce. Capita che ti fermi davanti al portone del classico dove hai studiato. Sono passati ormai millenni, ma è come se fosse ieri. Le giornate al freddo per le collette, gli appuntamenti per i cortei, i laboratori di teatro. Beh, ma allora cosa è cambiato? Forse ce la possono dare proprio loro, gli studenti. Ne fermi uno: «Perché avete occupato?». Via col nastro: «Perché non si può tagliare e basta, il governo non può svendere il nostro futuro». Sì, ma concretamente? Cosa sperate di ottenere? «Vabbé, non è che si può chiedere qualcosa di concreto, poi lo dobbiamo decidere in assemblea». E tanto basta, perché poi (iPhone alla mano) si deve tornare a chattare, taggare, postare.

Raffaele Nespoli

Raffaele Nespoli
Chi non conosce la verità è uno sciocco. Ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. (Bertolt Brecht)

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