ISABEL ALLENDE E IL SUO NUOVO LIBRO. Un gioco alla scoperta della vera identità di ognuno

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Ero abituata alla Isabel Allende della Casa degli Spiriti e dei romanzi d’amore. Perciò questo suo nuovo libro, Il gioco di Ripper, che da settimane è in cima alle classifiche dei più venduti, l’ho accolto con un po’ di diffidenza, perché è un giallo. Ma alla fine l’impressione che se ne ricava è sempre la stessa, da più di vent’anni ormai: la Allende è una maestra della commedia umana. Col suo tocco lieve, costruisce un puzzle di oltre 400 pagine dove la protagonista è Amanda, diciassettenne figlia dell’ispettore capo della Sezione Omicidi della polizia di San Francisco, appassionata del gioco on line ispirato a Jack lo Squartatore (Jack the Ripper). Dalla finzione la ragazza passa presto alla realtà, per la sua incredibile capacità di decifrare il lato oscuro delle cose, e riesce a scoprire che una serie di omicidi hanno un legame tra loro. Il gioco però si fa difficile quando scompare Indiana, sua madre, e Amanda si ritrova a dover affrontate il thriller più pericoloso della sua vita. L’aiuta un gruppo di amici virtuali, dalla Nuova Zelanda al Canada (tra cui un disabile e un’anoressica), un bel gruppo di “freak”, come li definisce l’autrice, che è straordinaria nella descrizione dei caratteri e nella costruzione di un romanzo affollato di personaggi. Tutti ruotano attorno alla testarda e intuitiva  Amanda, che non si fida di nessuno, giusto il contrario della madre, guaritrice e fermamente convinta della bontà umana. Tra tutti il più interessante è il nonno di Amanda, Jackson, che nel gioco assume l’identità di un poliziotto agli ordini della nipote, con uno scambio generazionale a tratti anche commovente. Nel gioco i lettori si sentono coinvolti fino alla fine, in un continuo processo di mimesi e di svelamento, alla ricerca della vera identità di ognuno.

Ida Palisi

 

 

Ida Palisi
I was in the middle when I knew I had begun.

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