Lunedì 17 febbraio alle 21, sul palcoscenico del Teatro Cilea arriva “La giustizia è immortale”, spettacolo scritto e diretto da Gennaro Morrone, presentato da Rogiosi Editore. Quella di lunedì sarà anche l’occasione per conoscere il nuovo lavoro editoriale di Claudio Mazzarese Fardella Mungivera “Il cancro della corruzione” (Rogiosi) e l’associazione La Forza delle Donne, presieduta da Elisa Russo che sarà in teatro con Rosario Miraggio, artista che ha fatto propria la causa realizzando il brano “Fortemente per rinascere”. Una serata contro ogni forma di violenza e criminalità che vede al fianco di Rogiosi, la Regione Campania, Fondazione Polis, e le associazioni Libera, Contro le camorre e La Forza delle Donne.

LO SPETTACOLO

“La giustizia è immortale” è uno spettacolo scritto in ricordo dei tanti magistrati, uomini in divisa, giornalisti e prelati che hanno sacrificato la loro vita per una società civile migliore. È una storia romanzata, ma scaturita dalla lettura di articoli, interviste, documenti e dalle dichiarazioni di giudici, politici, pentiti e testimoni nei vari processi… Affermazioni, pensieri, frasi inserite integralmente nel testo dello spettacolo… La rappresentazione inizia con Cicerone che, tratto dal suo primo libro del “De Officiis”, affronta i problemi inerenti la giustizia, i doveri e l’onestà. E si conclude, in ricordo di Don Peppe Diana,  con il messaggio che lo stesso prelato indirizzò a tutti i parroci della provincia di Caserta: “Per amore del mio popolo non tacerò”. È la storia del giudice napoletano, prossimo alla pensione, Gennaro Capone. Magistrato serio, onesto, preparato che non ha mai ricoperto ruoli influenti e fondamentali perché poco incline a raccomandazioni ed a lobby politiche. Ma, dopo l’uccisione del giudice Falcollino, Capone viene nominato responsabile del pool antimafia precedentemente diretto dallo stesso Magistrato ucciso. Egli già vive un dramma familiare per la morte tragica e violenta del giovane figlio. Dipartita che ha lasciato un gran vuoto nella sua esistenza ed ha minato il rapporto con la moglie. Dovrà affrontare, durante la sua nuova esperienza, le ipocrisie, le prepotenze, le insinuazioni, le calunnie, l’invidia, le diffamazioni, il disonore ed una nuova sofferenza per la morte di un’altra persona cara. Ma, come dice il giudice sul finale “chi vede il giusto e non lo fa, è senza coraggio…” E lui ha tanta audacia.

 

IL LIBRO

Il susseguirsi torrentizio di scandali provocati da comportamenti illeciti di uomini delle pubbliche istituzioni ha moltiplicato su tutti i media l’uso del termine ‘corruzione’ e degli aggettivi che ne derivano, primo tra tutti ‘corrotto’, sì che l’accezione prevalente del termine è divenuta quella di carattere giuridico. Nel libro questo fenomeno viene assimilato ad un cancro di cui sono vittime tutte le area geopolitiche del mondo, alla sua diffusione in Italia dove purtroppo è diffuso in modo tanto capillare, da poterlo considerare come endemico. È del tutto evidente che la corruzione mina, per sua natura, anche le vita economiche del Paese. Nel libro un’approfondita analisi del fenomeno, della sua natura storica, dei suoi meccanismi, degli scandali più e meno recenti che ne hanno mostrato l’entità, un’agile panoramica degli organismi nazionali ed internazionali proposti al suo contrasto e, nella seconda parte del volume, uno studio sulle questioni più recenti, portate alle triste ribalta delle cronache come lo smaltimento dei rifiuti in Campania, le Ecomafie, la Terra dei fuochi.

 

Ufficio Stampa LOVEPRESS | Francesca Scognamiglio Petino – francesca.sco@gmail.com